Un dialogo artistico nel cuore dell’Albania
A Valona (Vlora), sulla costa meridionale dell’Albania, resta aperta fino al 2 settembre 2026 la mostra personale dell’artista italiana Camilla Cardia, dal titolo evocativo “Non so se tra montagna e mare ci sia anche un fiume”.
Il progetto nasce in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, confermando il ruolo crescente dell’Albania come crocevia culturale nel Mediterraneo e ponte naturale tra Italia e Balcani.
Un viaggio tra paesaggi interiori e geografici
La mostra non è una semplice esposizione, ma un percorso immersivo costruito come un attraversamento mentale e fisico tra elementi naturali.
L’allestimento comprende:
- un’installazione video a due canali, concepita come una sorta di viaggio visivo tra mare e montagne;
- una serie di 15 fotografie in bianco e nero, dal taglio essenziale e meditativo;
- tre volumi in gesso, oggetti scultorei che evocano sedimentazioni, tracce e memorie stratificate.
Il risultato è un linguaggio ibrido, sospeso tra cinema, fotografia e scultura, in cui il paesaggio non è solo rappresentato ma interrogato.
L’artista: tra Italia e Francia
Nata a Cagliari nel 1994, Camilla Cardia vive e lavora tra la Sardegna e l’Île-de-France. Il suo percorso formativo attraversa l’architettura e le arti dello spazio, con studi svolti in Italia e in Francia fino al diploma presso l’École nationale supérieure d’architecture de Paris-La Villette.
Questa formazione emerge chiaramente nel suo lavoro: l’attenzione allo spazio, alla percezione e alla relazione tra corpo e ambiente diventa elemento centrale della sua ricerca artistica.
Un Mediterraneo che unisce
La scelta di Valona come sede espositiva non è casuale. La città albanese, affacciata su un mare che guarda direttamente verso l’Italia, diventa scenario ideale per un progetto che riflette proprio sui confini fluidi tra paesaggi, identità e culture.
La collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana rafforza inoltre una rete artistica sempre più dinamica tra i due Paesi, dove l’arte contemporanea diventa strumento di dialogo e contaminazione.
Un titolo che è già una narrazione
Il titolo della mostra — “Non so se tra montagna e mare ci sia anche un fiume” — suggerisce una geografia incerta, quasi poetica, dove gli elementi naturali non sono separati ma continuamente in relazione.
È proprio in questa zona di confine che si colloca il lavoro di Cardia: uno spazio intermedio fatto di immagini, memorie e trasformazioni.
Un’esperienza da attraversare
Più che una mostra da osservare, quella di Valona è un’esperienza da attraversare. Un invito a perdersi tra mare e roccia, tra luce e materia, tra ciò che è visibile e ciò che resta sospeso.
In questo equilibrio fragile, l’opera di Camilla Cardia costruisce un racconto contemporaneo del Mediterraneo: non più confine, ma passaggio.